28.08.2026

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Il nostro sistema nervoso: uno sguardo al passato
Facciamo un viaggio nel passato, quando noi esseri umani vivevamo allo stato selvaggio nella natura e ci trovavamo costantemente e improvvisamente esposti a pericoli di ogni tipo. Per garantire la propria sopravvivenza nei momenti critici, era necessario reagire con la rapidità di un fulmine. Ad esempio, quando un orso non proprio di buon umore ci faceva capire che quella graziosa caverna era già occupata. Oh, che situazione stressante! Per poter reagire in modo adeguato, nelle specie animali più evolute si sono sviluppati, all’interno del sistema nervoso vegetativo, due sistemi antagonisti. Entrambi operano in modo nascosto, in secondo piano.
Sistema simpatico e parasimpatico: un sistema in equilibrio
Mentre un sistema, quello parasimpatico, ha un effetto calmante sul corpo e sugli organi, l’altro, quello simpatico, mette il corpo in stato di allerta – ad esempio nella situazione descritta sopra con l’orso. In quel momento è necessario «entrare in azione» immediatamente! Il processo si svolge come segue: in risposta allo stimolo di stress vengono rilasciati ormoni che aumentano la pressione sanguigna, la circolazione e il tono delle cellule muscolari, affinché queste possano contrarsi ed entrare in azione. Inoltre, i processi mentali complessi vengono inibiti e le funzioni cerebrali si riducono prevalentemente a riflessi. Idealmente, il pericolo viene superato rapidamente e il sistema parasimpatico riprende il controllo, occupandosi del rilassamento e della cura di sé. In questo modo, questi due sistemi si completano a vicenda e mantengono il nostro organismo in equilibrio.

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Quando lo stress diventa un'abitudine
Lo stress prolungato provoca una contrazione continua delle fibre muscolari e un aumento della pressione nel sistema circolatorio. Siamo sempre in stato di allerta! Non riusciamo a rilassarci! Se i nostri muscoli non riescono a allentarsi e a rilassarsi correttamente, si può arrivare al punto in cui i vasi sanguigni più piccoli all’interno del muscolo vengono compressi e si innescano processi anaerobici. Il lattato e gli ioni H+ si accumulano, il valore del pH delle nostre cellule diventa acido e si verificano dolori e limitazioni funzionali. Spesso tali tensioni si manifestano nei muscoli della schiena, del collo e delle spalle.
Il sistema simpatico nel mondo moderno
Forse ora vi starete chiedendo: «Beh... non sto mica contendendo la tana a un orso! E poi, alle nostre latitudini, la lotta costante per la sopravvivenza appartiene ormai al passato! Che senso ha tutta questa storia del sistema simpatico al giorno d’oggi?»
Per attivare il sistema simpatico non servono affatto orsi né passeggiate nei sobborghi malfamati. Il suo meccanismo si innesca in presenza di qualsiasi tipo di fattore di stress – e il nostro mondo frenetico e moderno ne è pieno. I nostri antenati preistorici dovevano affrontare per lo più un fattore di stress dopo l’altro. Oggi, invece, spesso dobbiamo gestire più fonti di stress contemporaneamente. Che si tratti di una relazione tossica, dello stress sul posto di lavoro, della mancanza di tempo, di un bambino che piange di notte e ci priva del sonno… L’elenco è inesauribile, soggettivo e spesso intricato.
Perché spesso non si riesce a staccare la spina
Anche una malattia innocua rappresenta una minaccia per il nostro sistema nervoso. E così la nostra piccola lotta per la sopravvivenza può improvvisamente assumere proporzioni enormi, se non riusciamo più a uscire da questo vortice. «Staccare la spina» distraendoci con il cellulare o la televisione, purtroppo, non funziona. Dal punto di vista della fisiologia cerebrale, infatti, notizie, brevi filmati, pubblicità e film comportano una sovrastimolazione e quindi, per il nostro cervello, nient’altro che ulteriore stress. Le conseguenze sono molto diverse tra loro, ma indicano tutte uno squilibrio del sistema parasimpatico: disturbi del sonno, ipertensione, problemi digestivi, difficoltà di concentrazione, difficoltà di apprendimento e, appunto, tensioni muscolari, accompagnate da posture scorrette.

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Imparare di nuovo a lasciarsi andare con la terapia complementare
È importante ritrovare continuamente il nostro equilibrio e iniziare a rilassarci, sia fisicamente che mentalmente, affinché il sistema parasimpatico possa assumere le sue funzioni.
La terapia complementare, nel mio caso la kinesiologia, è un ottimo strumento per ritrovare l’equilibrio. Quando i muscoli sono tesi, doloranti o hanno una mobilità limitata, è importante lasciarsi pervadere dalla calma, respirare e lasciarsi andare. Lo stesso vale per le tensioni e gli stress mentali.
Anche le attività quotidiane hanno un effetto molto rilassante su di noi. Cantare, ad esempio, stimola il nervo vago e la nostra creatività, oltre a essere molto divertente! Anche lo sport praticato con consapevolezza è un ottimo modo per alleviare lo stress: grazie allo sforzo fisico, riusciamo poi a ritrovare momenti di calma che favoriscono il recupero.

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conclusione
Le tensioni muscolari sono spesso più di un semplice problema fisico. Spesso sono legate a un sistema nervoso costantemente sovraccarico. La terapia complementare aiuta a ritrovare l’equilibrio interiore e a rafforzare l’autoregolazione. Grazie al metodo della kinesiologia è possibile percepire consapevolmente le tensioni fisiche e psichiche, scioglierle e sviluppare nuovi percorsi verso un maggiore rilassamento, una maggiore mobilità e un maggiore benessere.
Fonti:
www.wikipedia.org
www.doccheck.com
Autore
Tom Bertschi, terapista complementare con certificato settoriale OmL TC, metodo di kinesiologia, Zurigo
Membro dell'associazione professionale di kinesiologia KineSuisse, www.kinesuisse.ch
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